L'importanza delle fonti energetiche rinnovabili | Stampa |
Energie Rinnovabili
Scritto da Administrator   
Martedì 03 Novembre 2009 20:13

Nel breve e medio termine, l'importanza delle fonti rinnovabili non si misura tanto sulla loro capacità di sostituire quote rilevanti di combustibile fossile; anche il loro contributo a limitare i danni ambientali prodotti, seppure significativo, non è decisivo.
Per contro, nel lungo periodo, le fonti rinnovabili, possono essere determinanti sia per ragioni di sicurezza degli approvvigionamenti che per l'acuirsi delle emergenze amientali.
Pertanto è importante avviare fin da subito il loro graduale inserimento nel sistema energetico mondiale.

Il Contributo delle fonti energetiche rinnovabili


Le fonti rinnovabili contribuiscono per circa il 12,3% al fabbisogno energetico mondiale, per il 5,7% al fabbisogno energetico europeo e per il 15,7% (10,4% idroelettrico, 1,7% geotermico, 1,3% eolico, 0,1% solare e 2,2% biomasse e rifiuti) al fabbisogno energetico italiano.


La rimanente parte viene soddisfatta con i combustibili fossili (circa 80%) con l'energia nucleare (6,2%) e con altre fonti.


Questo contributo proviene per la maggior parte dall'impiego delle biomasse e dei rifiuti con il 77,4% (67,8% nell'UE) e dalle centrali idroelettriche con il 16,4% (22,0% nell'UE), cioè da quelle che costituiscono le cosiddette fonti rinnovabili convenzionali.


Il contributo delle nuove fonti rinnovabili o energie alternative (solare, eolica, impiego moderno delle biomassem geotermia, mini-idraulica ed energia del mare) ammonta a meno del 6% del consumo energetico mondiale (10,3% nell'UE con il 5,1% dall'eolico, il 4,5% dalla geotermia e lo 0,7% dal solare). Una quota trascurabile rispetto alla loro potenzialità ed alla necessità di un loro sfruttamento su larga scala.


Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Novembre 2009 06:52